Torna la legalità a Cerignola

Torna il profumo della legalità a Cerignola su sette ettari di terreno, con casa colonica appartenuta a una famiglia della criminalità locale, consegnata a due cooperative e al Csv provinciale. L’iniziativa è stata svolta in nome di Michele Cianci, ucciso nel ’91, e vi saranno condotte varie attività per l’inclusione di persone fragili.

L’affidamento è avvenuto lo scorso 17 marzo nell’ambito del progetto denominato “La strada. C’è solo la strada su cui puoi contare”, vincitore dell’avviso della Regione Puglia “Cantieri innovativi di Antimafia Sociale: educazione alla cittadinanza attiva e miglioramento del tessuto urbano”, al fine di consentirne la valorizzazione per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie.

Il bene, inserito tra quelli acquisiti come patrimonio indisponibile del comune ofantino, proviene da confisca alla criminalità organizzata ed è stato concesso gratuitamente alla Ats “Le terre di Peppino Di Vittorio”, costituita dalle cooperative sociali Altereco è Medtraining e dal Centro di servizio per il volontariato di Foggia. L’obiettivo del progetto è promuovere interventi per la realizzazione di idee imprenditoriali, creazione di spazi per il co-working, attività di agricoltura sociale, inserimento lavorativo di persone in condizioni di fragilità, iniziative sociali e culturali, ideazione di luoghi per la generazione di emozioni e di idee.

Il bene, confiscato ai Compierchio, una famiglia di spicco della criminalità locale, è stato intitolato a un commerciante di Cerignola, Michele Cianci. Il 2 dicembre del 1991, alcuni malviventi entrarono nella sua armeria con l’obiettivo di rubare: l’uomo si oppose al tentativo di furto e fu ucciso. La scelta di intitolare il bene confiscato alla mafia a questo giovane commerciante, ucciso a soli 43 anni nasce dal desiderio e dalla necessità di fare memoria, di far conoscere la sua storia, il suo nome e il sacrificio alle nuove generazioni e a tutta la comunità. Il progetto nasce per affiancare, alle attività di contrasto alla criminalità organizzata, politiche sociali e culturali capaci di fornire risposte concrete ed efficaci ai bisogni del territorio.

Prossimamente, sul terreno vi saranno avviati percorsi di messa alla prova, progetti di lavoro di pubblica utilità, borse lavoro. Vi saranno coltivati uva e olive con l’obiettivo di produrre vino biologico e barattoli delle famose olive grandi da tavola “Bella di Cerignola”.